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La storia della Guinness (part II)

 

L’Impero della Guinness non fu costruito in un giorno.
Arthur ebbe la fortuna di sposare Olivia Whitmore nel 1761. Olivia veniva da una famiglia benestante ed era molto ben conosciuta nell’alta società Dublinese dell’epoca; infatti suo cugino Hanry Grattan era un famoso parlamentare (la sua statua si trova ancora in College Green, di fronte il Trinity College).
La coppia ebbe 10 figli ed altrettanti aborti.
Nel 1868 nacque Arthur Jr, fu lui il destinato a gestire gli affari di famiglia.
Arthur gestì la birreria fino a quando questa passò nelle mani di suo figlio maggiore Benjamin Lee già conosciuto nella Dublino dell’epoca perché era stato Lord Mayor nel 1851 e membro del parlamento a Cork nel 1865.
Benjamin Lee investì molto nell’impresa di famiglia e nella sua città. Tra le sue opere si ricorda anche la donazione per il restauro della cattedrale di S. Patrick di 150.000£.
Benjamin ebbe due figli: Edward Cecil e Arthur Edward, quest’ultimo non aveva molto interesse nella gestione dell’attività di famiglia e vendette le sue quote al fratello qualche anno dopo.
Edward Cecil continuò l’attività di famiglia ed è ancora ricordato come un uomo generoso nella città di Dublino.
L’opera forse più importante di Edward Cecil fu la costruzione degli edifici Iveagh Building agli inizi del 1900, costruiti per la classe lavoratrice.
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Il progetto, molto innovativo per l’epoca, includeva bagni pubblici, uno spazio per far giocare i bambini ed uno spazioso cortile.
Uno degli appartamenti è stato conservato ed è aperto al pubblico!
Ma la famiglia Guinness non fu solo generosa con la città di Dublino ma anche con i lavoratori stessi.
La fabbrica provvedeva alla formazione di “club” per il tempo libero per i lavoratori, visite mediche in loco e ferie pagate! La birreria stabilì anche classi di cucina per le donne che lavoravano nella fabbrica!
E’ facile capire perché un lavoro alla Guinness fosse uno dei posti più desiderati della città!

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La storia della Guinness (Parte I);
La pubblicità della Guinness (Parte I)