Murales Re William, Belfast, Dublino Nascosta tour a piedi in italiano

Il 12 di Luglio a Belfast

Il 12 di luglio a Belfast è una delle giornate più importanti del calendario politico e sociale: la vittoria del re Guglielmo III nella Battaglia del Boyne del 1690.
Ancora oggi, nella notte tra l’11 ed il 12 luglio infatti, si festeggia la vittoria di “King Billy” accendendo dei falò in tutta la regione. Ma da dove viene questa strana tradizione?

Tutto cominciò quando….

Tutto cominciò nel 1690, a 30 miglia a nord di Dublino, sulle sponde del fiume Boyne con la battaglia tra Guglielmo d’Orange – protestante olandese incoronato monarca d’Inghilterra, Scozia e Irlanda- e suo zio, il cattolico Giacomo II.

Un po’ di Storia

Giacomo II, era l’ultimo dei re Stuart ed alla nascita di un inaspettato erede (battezzato cattolico) fu detronizzato dai  i nobili protestanti che temevano stesse fondando una dinastia reale Cattolica. Con questo timore, si appellarono all’olandese Guglielmo d’Orange, genero di Giacomo stesso, offrendogli la corona.
Guglielmo sbarcò a Torbay, nel sud dell’Inghilterra, nel novembre del 1688. All’arrivo di suo genero e consapevole di cosa stesse succedendo, Giacomo II scelse di non opporsi ed cercò esilio in Francia dando il via libera al Parlamento di proclamare Guglielmo Sovrano d’Inghilterra congiuntamente alla moglie Mary (figlia di Giacomo ovviamente) con il nome di Guglielmo III.
La Francia che accolse Giacomo II era governata da Luigi XIV, acerrimo nemico di Guglielmo III. Inutile sottolineare che Luigi XIV fu contento di fornire a Giacomo II le truppe necessarie per confrontare Guglielmo III!
Così, nel 1689 Giacomo II tornò in Irlanda nella speranza di riconquistare la corona Inglese; una Irlanda prevalentemente cattolica ovviamente fu felice di sostenerlo!
Guglielmo III, felice di sfidare suo suocero e stabilire il controllo protestante sulle due isole, arrivò sulle coste dell’Irlanda del Nord (a Carrickfergus) il 14 giugno e cominciò la marcia verso il sud del paese per conquistare la roccaforte di Giacomo II vicino Dublino. In quella notte, per aiutare le navi di Guglielmo III a navigare attraverso Belfast Lough gli alleati accesero dei falò sulle colline delle contee Antrim e Down.
Una volta sbarcato, Guglielmo III aveva il sostegno della “Grande Alleanza”, composta da olandesi, danesi, tedeschi, protestanti francesi e – tanto per complicare le cose- William aveva anche l’appoggio del Papa, all’epoca nemico giurato di Luigi XIV.
La battaglia che ne susseguì sul fiume Boyne è ancora ricordata come l’ultima volta in cui due re incoronati di Inghilterra, Scozia e Irlanda si scontrarono.

William era un veterano militare ed aveva dalla sua parte la forza, l’esperienza ed un esercito numeroso. Giacomo, invece, di quasi sessantanni aveva combattuto molte guerre ma non era fisicamente pronto ad affrontare un’altra battaglia; così dopo circa quattro ore di confronto diede l’ordine di ritirarsi.
Giacomo II tornò in esilio in Francia, mentre Guglielmo III marciò a piede libero verso Dublino, consacrando la sua vittoria nel trattato di Limerick del 1691.
La sconfitta di Giacomo pose fine alle speranze cattoliche di recuperare le proprietà che erano state confiscate ai proprietari terrieri irlandesi negli anni successivi al coinvolgimento di Oliver Cromwell mentre per i protestanti in Ulster assicurò la sopravvivenza delle aree protestanti e di lingua inglese.

Che succede Oggi?

La vittoria di Guglielmo III (o King Billy) è ancora celebrata ogni 12 di luglio nell’Irlanda del Nord come punto di svolta nella politica e religione del paese. Il punto focale dei festeggiamenti sono i falò che vogliono rievocare gli incendi accesi sulle colline delle contee Antrim e Down per aiutare le navi di Guiglielmo III  a navigare attraverso Belfast Lough durante la notte dello sbarco.

Il simbolismo associato ai falò, però, continua a dividere l’opinione pubblica, con i nazionalisti/repubblicani che li considerano sia illegali che settari, mentre i lealisti che li considerano solo un aspetto della loro identità culturale e della tradizione del Nord Irlanda.

Da sottolineare che troppo spesso articoli legati alla tradizione nazionalista / repubblicana – come bandiere, manifesti irlandesi ed effigi di politici di alto profilo – sono posti sulla cima dei falò ed incendiati. Occasionalmente, sono state incendiate anche bandiere completamente estranee alla vicenda, come la bandiera della Costa d’Avorio!

Se vi state chiedendo il perché, la bandiera della Costa d’Avorio è simile alla bandiera Irlandese: stessi colori ma in ordine diverso…… evidentemente questo  è stato abbastanza per far confondere alcuni lealisti!! 🙂