San Patrizio, il patrono d’Irlanda

La storia di San Patrizio, il santo patrono d’Irlanda è avvolta da un’aura di mistero. Nato nella seconda metà del IV secolo vicino a un villaggio chiamato Banna Vemta Burniae  il vero nome di Patrick era probabilmente Maewyn Succat.  Suo padre, Calpornius, era un ufficiale dell’esercito romano-britannico ed anche diacono. Nonostante la sua famiglia fosse profondamente religiosa, il giovane Patrick non era un credente e condusse una vita del tutto ordinaria fino all’età di 16 anni quando fu rapito, insieme a molti altri ragazzi del posto, da pirati irlandesi e venduto in schiavitù in Irlanda. Secondo il suo scritto autobiografico “Confessio” i sei anni successivi al suo rapimento furono passati da prigioniero nella Contea di Antrim. Durante questo periodo, Patrizio si avvicinò sempre di più alla religione; considerava il suo rapimento e la reclusione come punizione per la sua mancanza di fede. Dopo un sogno che lo portò a nascondersi su una barca diretta in Gran Bretagna, Patrizio fuggì dalla prigionia per raggiungere finalmente la sua famiglia. Studiò per diventare sacerdote e, quasi adulto ormai, ebbe un altro sogno: erano gli irlandesi che gli chiedevano di ritornare in Irlanda e a parlargli di Dio. Questo sogno lo ispirò a tornare in Irlanda come sacerdote, ma non immediatamente. Prima di raggiungere l’isola di Smeraldo da uomo libero, Patrizio continuò i suoi studi in Francia, dove studiò in un monastero, forse sotto St Germain. Passarono 12 anni prima che riuscisse a tornare sulle coste irlandesi come vescovo inviato con la benedizione del Papa.

San Patrizio il patrono d’Irlanda

La seconda parte della vita di San Patrizio è più nota data l’abbondanza di fonti storiche. Si sa che Patrizio arrivò a Strangford Loch, Co. Down. Arrivato in Irlanda e cominciato a predicare la nuova religione San Patrizio non ebbe vita facile, ma nonostante ciò per venti anni viaggiò in lungo e in largo per l’isola, battezzando gli irlandesi alla nuova religione e stabilendo monasteri, scuole e chiese. Patrizio morì il 17 marzo del 400 (non si sa esattamente l’anno della sua morte) e fu sepolto a Downpatrick che è ancora oggi luogo di pellegrinaggio. La data della sua morte – il 17 marzo – è da sempre commemorata come il giorno di San Patrizio e celebrata in tutto il mondo con sfilate e festeggiamenti.

La festa di S. Patrizio

Le celebrazioni attuali della festa di san Patrizio sono molto diverse da quelle del secolo scorso; mentre oggi si ricorda il Santo con sfilate, musica e festa, fino al secolo scorso l’enfasi era sulla spiritualità.
All’epoca, le famiglie partecipavano alla messa dedicata al santo ed ogni giovane portava con orgoglio una croce di San Patrizio mentre gli adulti portavano un trifoglio all’occhiello o sul cappello.
Questo era un giorno felice per tutti perché tutte le restrizioni della Quaresima venivano temporaneamente sospese!
A messa finita, le donne con i bambini tornavano di corsa a casa per iniziare a preparare la il pranzo mentre gli uomini si dirigevano – altrettanto di corsa- al pub per bere il “Pota Pàdraig” o il bicchiere di San Patrizio. Sfortunatamente, questo termine è raramente usato oggi.
Dopo uno (o più ) bicchieri di San Patrizio, gli uomini si affrettarono a tornare a casa per la cena a base di carne, cavolfiore,­­­­ patate ed ovviamente pane di soda appena sfornato!
Terminata la cena, la famiglia si riuniva per cantare, ballare, a raccontare storie – e sì, il bere continuava! Dopo tutto, c’erano ancora diverse settimane di digiuno e astinenza per la quaresima, quindi indulgere un po’ non era peccato!
Mentre le celebrazioni moderne sono molto diverse da quelle del secolo scorso,  una consuetudine è rimasta:  l’uso dello Shamrock (il trifoglio) che è ancora indossato da uomini e donne Irlandesi in questa giornata così speciale.

Buon San Patrizio a tutti!!

 

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